20/03/2026 – XXXI Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia  

In occasione della XXXI giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime di mafie, che quest’anno si terrà a Torino il 21 Marzo, anche Gonzaga vuole partecipare a questo importante evento organizzando il 20 Marzo prossimo, la “CAMMINATA DELLA LEGALITA'” per le vie del centro, insieme alle autorità, Istituto Comprensivo, Anpi ed Amici.net

Ogni anno, il 21 marzo, primo giorno di primavera, Libera celebra la “Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie”.
L’iniziativa nasce dal dolore di una mamma che perde il proprio figlio nella strage di Capaci e non ne sente mai pronunciare il nome. Un dolore che diventa insopportabile se alla vittima viene negato anche il diritto di essere ricordata con il proprio nome. Dal 1996, ogni anno, in una città diversa, un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che si fa impegno quotidiano. Recitare i nomi e i cognomi come un interminabile rosario civile serve a farli vivere ancora, a non farli morire mai. Il 21 marzo, in tanti luoghi del nostro Paese, attraverso un abbraccio sincero ai familiari delle vittime innocenti delle mafie, le vittime delle stragi, del terrorismo e del dovere non vengono dimenticate. 

Nonostante venti di guerra sempre più forti, siamo qui oggi perché la voce di queste 1.031 persone ci ricordi quanto sia fondamentale l’impegno per il rispetto dei diritti di tutti gli uomini, affinché la criminalità organizzata e l’illegalità non prendano il sopravvento in questi momenti difficili, e la giustizia sia sempre garanzia di uguaglianza e non di prevaricazione. Questa data, infatti, spesso erroneamente considerata solo come punto di arrivo in cui limitarsi a ricordare chi ha combattuto le mafie a viso aperto e non ha ceduto a minacce e ricatti, dovrebbe essere intesa, al contrario, come punto di partenza per riflessioni ed azioni collettive. 

Lo slogan scelto a livello locale “Adotta una vita, coltiva l’impegno” rispecchia perfettamente il percorso intrapreso da ogni Comune e dalle sue Associazioni: ricordare una vittima innocente delle mafie (quest’anno ricordiamo Simonetta Lamberti figlia del Magistrato Alfonso Lamberti uccisa a 11 anni (2015) a seguito di un attentato il cui obiettivo era suo padre all’epoca procuratore) mantenendone vivo il ricordo attraverso l’albero della memoria, della rinascita e dell’impegno per il futuro, che pianteremo oggi: una quercia.

Spetta a noi infatti, tenere vive queste storie per portare alla luce capitoli tristi della storia del nostro Paese e valorizzare percorsi di resistenza civile.

 Per concludere quindi, oggi più che mai, le parole di Antonino Caponnetto risuonano vere ed attuali:
Ragazzi, godetevi la vita, innamoratevi, siate felici ma diventate partigiani di questa nuova Resistenza, la Resistenza dei valori, la Resistenza degli ideali. Non abbiate mai paura di pensare, di denunciare e di agire da uomini liberi e consapevoli. State attenti, siate vigili, siate sentinelle di voi stessi!

 

MAFIA


Termine con cui si designa il complesso di piccole associazioni criminose (dette cosche), segrete, a carattere iniziatico, rette dalla legge dell’omertà e regolate da complessi riti che richiamano quelli delle compagnie d’arme dei signori feudali, delle ronde, delle corporazioni artigiane, sviluppatesi in Sicilia nel 19° secolo, soprattutto dopo la caduta del regno borbonico.

Il carattere di associazione a delinquere della mafia (che dai proprî affiliati è denominata «Cosa nostra») si precisa con riferimento alla funzione di mediazione esercitata nell’economia del latifondo, nel controllo dei raccolti e nell’esazione degli affitti prima, nell’intimidazione, nella violenza, nel controllo del mercato della manodopera e nella distribuzione dell’acqua poi.

Il sistema delle cosche (suddivise in famiglie), ormai inseritosi in tutte le situazioni conflittuali del mondo rurale, ed esteso alle zone di agricoltura specializzata (agrumeti), si sviluppa ulteriormente in questo secolo nelle realtà urbane come potere ampiamente indipendente che trova, dopo la seconda guerra mondiale, nuovo alimento soprattutto nel clientelismo politico, fino a costituire una vera e propria industria del crimine che, con violenza crescente e mostrando notevole adattabilità, estende la propria influenza all’intera realtà sociale ed economica, in particolare concentrandosi sul controllo dei mercati, delle aree edificabili, degli appalti delle opere pubbliche e, più recentemente, del traffico di droga. 

Nel 2022 abbiamo ricordato il trentennale della morte dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino…quali insegnamenti ci hanno lasciato, quali conseguenze hanno determinato le loro idee e spinte riformatrici, che hanno contrassegnato la vita e le attività tra Roma, Palermo, Ministeri e Tribunali?

Ci hanno abituato a parlare di carcere duro (il famoso 41 bis), di collaboratori di giustizia (meglio chiamati “pentiti”), di Procura Nazionale Antimafia, di accertamenti bancari e verifiche tributarie…(Falcone ricordava sempre, che dove si concentrano ingenti flussi di denaro, è molto più facile che si annidino pratiche illegali ed operazioni sospette), strumenti e procedure nuove per certi versi inattese e spiazzanti, che provocarono in quegli anni, insieme a numerosissimi arresti e condanne, parecchio sconcerto nell’ambiente malavitoso, con estrema voglia di rivalsa, desiderio di riprendersi potere e affari, che culminarono nei fatti criminosi che tutti noi conosciamo, appunto 30 anni fà…

Ma in realtà essi non morirono per davvero, perchè avevano già lasciato la pratica della legalità e della trasparenza, che non consisteva soltanto nella rigida osservanza delle leggi, ma un fatto culturale nuovo ed indelebile, per essere liberi e poter progredire.

Oggi si avverte troppo spesso nel mondo politico ed economico, un certo fastidio per le norme antimafia, considerate come un ostacolo allo sviluppo produttivo del paese; non si può nascondere un certo allarme nel sentire ogni giorno, che per consentire alle imprese di ripartire dopo la crisi pandemica, bisognerebbe sospendere il codice degli appalti. Sappiamo benissimo che la legalità non si consegue una volta per tutte, e che se abbassiamo la guardia, la mafia è li pronta per riprendersi tutto il terreno perduto.

Perchè la mafia si nutre delle difficoltà dei cittadini, e la pandemia ha fatto scaturire una crisi economica ed occupazionale ben più grave di quanto si pensi, e soltanto se lo Stato e gli Enti locali sapranno mettere a disposizione dei cittadini, strumenti, programmi e figure preparate, basate su legalità e trasparenza, si potranno determinare solide basi per una ricostruzione reale.

Come ripeteva Falcone, la mafia non è un cancro proliferato per caso su un terreno sano. Vive in perfetta simbiosi con protettori, complici, informatori, debitori, gente intimidita o ricattata che appartiene a tutti gli strati della società. 

Il male è una componente inevitabile delle nostre vite, dunque perché nascondere la mafia? Spiegare la mafia ai giovanissimi, può essere infatti la via più semplice, giusto per farli crescere come cittadini consapevoli, e dare loro fin da subito, gli strumenti per riconoscere certe realtà e starne bene alla larga.

Il sistema mafioso dopotutto, ancora prima di tradursi in organizzazioni criminali, ramificate in ogni anfratto della società, prolifera come un sistema di valori, o meglio di disvalori, che fa leva su principi come paura e violenza, concetti perfettamente comprensibili già in tenera età, e che se metabolizzati, permetteranno di formare ragazzi e ragazze, che nel momento del bisogno, sapranno sempre fare la scelta giusta.

Il giudice Borsellino amava ripetere: la lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. 

Ecco, noi siamo qui oggi per ricordare Simonetta Lamberti, vittima innocente di mafia, facciamo che il sacrificio suo e di tutte le altre persone che hanno perso la loro vita in tempi recenti e non, non sia stato vano.

Grazie.